Giro d’Italia 2026, Tobias Lund Andresen ringrazia Jonas Vingegaard per la neutralizzazione: “Se tutti avessero provato a star davanti ci sarebbero state cadute al 100%”
Tobias Lund Andresen torna sulla neutralizzazione della tappa 15 del Giro d’Italia 2026. Una scelta che non ha mancato di destar polemiche, ma che è stata ben accolta dal gruppo. In particolare la giuria, su richiesta dei corridori, ha deciso di fermare il cronometro della gara all’inizio dell’ultimo giro del circuito di Milano, dando la possibilità a chi non fosse interessato alla tappa di defilarsi. Una situazione che ricorre frequentemente sulle strade della Corsa Rosa e che non manca di suscitare polemiche e discussioni. Sta di fatto che il finale di tappa, malgrado alcuni corridori si fossero lasciati sfilare, ha regalato grandi emozioni con un finale al cardiopalma e anche i velocisti hanno apprezzato la decisione.
“Non ho parlato direttamente con Vingegaard, ma è positivo che sia andato a parlare con i commissari e si sia assunto la responsabilità“, sottolinea il corridore della Decathlon CMA CGM Team in un’intervista a TV2. Il danese, in quanto interessato alla tappa, è rimasto fino all’ultimo davanti. “In ogni giro c’erano otto attraversamenti dei binari del tram, buche, il pavé nelle curve. Tutti gli ingredienti per generare delle cadute – spiega – Se tutte le squadre avessero battagliato per star davanti, ci sarebbero state cadute al 100%”.
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